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Stampa per abbigliamento. M B Textile Print and Colours.
Stampa per abbigliamento. M B Textile Print and Colours.

Il mondo della stampa è talmente ampio da destrare sempre indecisione sulle scelte, ma cosa si intende per stampe moderne.

Il questo caso il punto di vista è personale e lavorando nella creazione di fantasie e disegni ho sviluppato un gusto che mi guida e naturalmente può essere più o meno condiviso.

Che cos’è “moderno” se parli di abbigliamento e ancora più nel dettaglio di “stampe per abbigliamento”?

Tutto quello che riguarda il presente o che può essere proiettato nel futuro può essere definito moderno, è chiaro che parlare di bello o brutto è tutto un altro discorso.

Forse bisognerebbe intendere, come nell’arte, la separazione tra moderno e contemporaneo, ma, in definitiva, credo di no.

Parlando di moda, proposte estetiche, disegni, vestiti, preferisco considerare moderno ciò che è nuovo, mai visto è proiettato nel futuro, e contemporaneo, tutto il resto.


Per quanto riguarda i disegni che vanno messi sui vestiti, chi li deve creare o scegliere si pone moltissime domande e una di queste è appunto: “sarà abbastanza moderno?”.

Per semplificarmi la vita cerco di risponde a questa domanda seguendo delle indicazioni molto semplici ma efficaci, queste mi aiutano a capire il grado di modernità di un disegno.


  1. Che abbia un soggetto originale, poco rappresentato in precedenza o mai visto.

  2. Che la tecnica con cui è realizzato il disegno oltre che virtuosa presenti delle novità e sperimentazione.

  3. Che la combinazione dei colori sia insolita o mai vista, oppure la capacità eccezionale di gestire tantissimi colori e tonalità. O il contrario, qualcosa di unico con un solo colore.

  4. Che il piazzamento sul tessuto abbia qualche sorpresa. Come è impostato il rapporto, in quale scala, in quale posizione.

Mi rendo conto che si tratta di parametri tecnici che possono interessare più i designer o artisti, ma più avanti vedremo esempi che possono aiutare meglio capire l’argomento.

In sostanza la modernità di una stampa riguarda la sua originalità, quando siamo di fronte ad un vestito e capiamo che quella fantasia non l’abbiamo mai vista, ci comunica un sentimento di forte attenzione o di sconcerto, siamo presi dalla curiosità di provarlo su di noi o ci chiediamo chi potrebbe indossarlo, oppure ci trasporta in qualche mondo fantasioso, o ancora, la possibilità di stupire, di sedurre.

In sostanza una stampa può allontanarci dalla noia.

COLATE HAND MADE PAINTING

Fantasie come dipinti astratti, valgono tutti gli effetti come per Christopher Kane per la Spring ‘21. Ha dipinto personalmente le fantasie durante il lockdown, sperimentando strati di vernice acrilica mescolata a glitter, impastando con la spatola, pennelli e dita. Un lavoro liberatorio e ispirato, il risultato è sorprendente, luminoso e intenso.


Christopher Kane Spring 2021. Illustration Monica Bonzano.

Christopher Kane Spring 2021. Illustration Monica Bonzano.


COLPI DI COLORE

Spray, lampi di colore spruzzato, non sono sfumature ma veri e propri getti di vernice.

Il riferimento mi porta al lavoro dell’artista tedesca Katharina Grosse che con le sue installazioni in larga scala crea esperienze visive coinvolgenti.

Il marchio The Attico per la collezione resort ‘21, ha usato stampe con gamme colori incredibili, delle nebulose psichedeliche con colori ultra saturi su tessuti fluidi. I designers di Collina Strada, molto sensibili alla sostenibilità e al cambiamento climatico, creano stampe hand made con spruzzature, macchie, ritagli e riapplicazioni. Il film di presentazione della Pre Fall ‘21, in collaborazione con Gucci, mostra un video gioco dove i modelli diventano avatar che esplorano scene terrestri digitalizzate, con l’obbiettivo di combattere il cambiamento climatico.


Sfumature ad acqua. Stampa per abbigliamento. MB Textile Prints and Colours.

Sfumature ad acqua. Stampa per abbigliamento.

MB Textile Prints and Colours.


Fonti: Attico, da sinistra, Vogue Runway. Collina Strada Vogue Runway. Sotto, Katarina Grosse Artist.  Louis Vuitton, Vogue Runway. *Vedi Politica utilizzo immagini.

Fonti: Attico, da sinistra, Vogue Runway. Collina Strada Vogue Runway. Sotto, Katarina Grosse Artist. Louis Vuitton, Vogue Runway.

*Vedi Politica utilizzo immagini alla base della pagina.



SKY BLUE

Tonalità azzurre, sfumature, effetti di nuvole, maltinture effetti di falsi uniti che movimentano le superfici.

Alexander McQueen propone dei bustini disegnati effetto “trompe l’oeil” su grandi gonne voluminose coperte da striature blu scuro su bianco, collezione Spring 2021.

Ancora Collina Strada con pantalone gonna con strascico e sneakers tutto con nuvole azzurre e bianche. E Jordan Arthur Smith, giovane designer, interessante da vedere, propone per uomo t-Shirt, pants, bags con maltinture di uno strano indigo turchese con orli sfilacciati è un effetto sopravvissuto.


Jordan Arthur Smith. Collina Strada. Alexander McQueen. Spring 2021. Illustration Monica Bonzano.

Jordan Arthur Smith. Collina Strada. Alexander McQueen. Spring 2021.

Illustration Monica Bonzano.


MACCHIE A COLORI

Arthur Arbesser è il designer che usa le stampe che preferisco. Una semplicità disarmante ma il contenuto è forte e originale. Non c’è una stampa proposta che non abbia un respiro artistico e una originalità colta. Consiglio di seguire il suo lavoro per capire la modernità di una stampa. Una fantasia in particolare: sono macchie sfumate con colori mescolati piazzate su fondo chiaro. Mi ricordano alcuni lavori di Max Cobalto, un artista in “incognito” che sta sviluppando un lavoro come alter ego e la cui vera identità sarà svelata alla fine del progetto. ( I suoi lavori sono visibili sul sito di Alzueta Gallery).

In questo gruppo dove i fondi in prevalenza bianchi si riempiono di macchie colorate inserisco anche Tanya Taylor, collezione Pre-Fall 2021. Interessante l’approccio creativo, un membro del suo team ha fatto colare cubetti di ghiaccio su cui aveva messo dei pigmenti colorati. Il risultato sono state enormi macchie colorate e innacquate. Il senso di casualità, sorpresa ed eventuale errore è la dimensione più interessante di questi processi.



Fonti: Collina Strada, da sinistra, Vogue Runway. Arthur Arbesser, fonte Instagram. Tanya Taylor Vogue Runway. Max Cobalto Artist, alzuetagallery.com

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A PROPOSITO DI FIORI

Il fiore è il tema principale quando si tratta di fantasie per abbigliamento, c’è ancora modo di essere moderni disegnando un fiore?

Sembra di sì! Con un certo stupore devo citare Boss, collezione Spring 2021.

Il designer Ingo Wilts, chiede una collaborazione con l’artista William Farr, il risultato sono sottili reticoli e fili in cui sono incastrati fiori e botanica su fondo bianco, il risultato è leggero, fresco è davvero insolito, probabilmente tra le più belle stampe del momento.

Christian Wijnants, Resort 2021, una stampa in particolare, in una collezione essenziale e rilassata, mi ha attratto. Si tratta di fiori enormi, grafici disegnati con bordo nero, contornati da grandi foglie tramate su fondo rosa acceso. Interessante la tecnica, tutto disegnato a marker, i classici pennarelli evidenziatori, con tutti i tratti e difetti di riempimento visibili. Non è necessario ribadire che adoro il disegno manuale!


Fonti: da sinistra Christian Wijnants Spring '21, Vogue Runway. Tanya Taylor Vogue Runway. Boss, spring '21, Vogue Runway.

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Luce del sole sul muro.

LUCI DALLA FINESTRA

Da quasi tutte le collezioni emergono note personali sul lockdown, una ritrovata concentrazione, il tempo per il lavoro, la sperimentazione.

Così anche per Fendi, Spring 2021, Silvia Venturini ha fotografato le ombre del sole che entra dalla finastra, trasformando queste immagini in delicatissime stampe su tessuti leggeri e trasparenti, colori neutri caldi o grigi azzurrati.

Una nota personale, la stessa cosa l’ho fatta anche io, probabilmente il taglio della luce di marzo produce effetti poetici sulle pareti.


STRIPES-BLOCK

Subito immagino il lavoro dell’artista Sean Scully, un po’ perché se si parla di blocchi colore e righe posso pensare solo a lui e un po’ perché non sono l’unica con questa fissazione.

Daniel W. Fletcher, collezione Spring 2021, riutilizza tessuti che ha in archivio per costruire blocchi a righe patchwork per shirts, pants e plaid, dimostrando un senso concreto per la sostenibilità su nuovi comportamenti di consumo.


Fonti: Daniel W. Fletcher, da sinistra, Vogue Runway. Sean Scully Artist,

fonte Pinterest.

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MONOCOLORE RED

Un’attrazione per il rosso, con il bianco ovviamente. Le stampe monocolore sono un tema diffuso ora. Esagerate, fittissime, grafiche o in grande scala, danno un senso di vitalità, energia. Usate in total body per essere eccentrici sembrano dire: ecco ci siamo ancora e vogliamo essere visti bene.

In ordine di preferenza: Schiapparelli, Spring 2021, ampia giacca, ampi pantaloni in una fantasia con riferimenti a Manet e Degas che il designer ha studiato personalmente.

Bella la tecnica come pitturata a mano direttamente sul tessuto.


Abito rosso vibrante e bianco a blocchi di colore e geometrie di Colville, Spring 2021, e, abito bianco con tratti rossi, primitivi e fitti. L’immediatezza che hanno certi disegni facili, sono tutta idea, sforzo minimo e resa massima.

Trovato su Instagram di Bode Newyork, un “pigiama”, pantalone e camicia, in cotone con applicazioni a ricamo, giganti fiori rossi stilizzati. L’effetto è super confort e super originale.


Fonti: da sinistra Colville Spring '21, Vogue Runway. A deserve in basso a destra Msgm spring '21 Vogue Runway. Bode New York, spring '21, Instagram e bodenewyork.com.

Schiapparelli spring '21. Vogue runway.

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COLOR BLOCK È UN CLASSICO

Guardando i lavori di Kes Richardson (Fold Gallery London) mi sono chiesta chi poteva aver pensato per una stampa abbigliamento, non qualcosa di simile, ovvio, ma qualcosa con la stessa forza, potere cromatico ed energia e no, non c’è.

Le sole cose che vagamente possono avere un sentimento astratto che lo può ricordare sono due abiti di Colville. Il primo, Spring 2021, in nero e lime, il secondo, Fall 2020, più che una fantasia direi una grafica, fondo verde scuro con geometrie giallo e salmone più intervento di grossi filetti neri e altre tonalità minori.

Totalmente diverso ma altrettanto energico un abito full colours di Patou, Resort 2021. Lungo alla caviglia, grandi righe a spicchio verticali, interrotte da geometrie ondulate e grande collo come ali di farfalla. L’alternanza folle di colori mi ricorda il chemisier a righe verticali di Erika Cavallini Pre-Fall 2018.


Fonti: da sinistra Colville Spring '21, Vogue Runway. Schiapparelli spring '21. Vogue runway. Erica Cavallini Pre-fall '18, Vogue Runway.

Kes Richardson Artist, foldgallery.com

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Questa la mia lista, per approfondirla consiglio di cercare le immagini relative è tutto sarà più chiaro, intanto mi sembra sia già un buon passo per superare la noia del tinta unita, del seasonless, timeless, genderless ecc!





*Le immagini utilizzate nell'articolo hanno scopo descrittivo, non sono utilizzate per fini commerciali ma per divulgazione di una estetica eccellente rispettosa di chi ne detiene la proprietà intellettuale. Se in qualche modo la presenza di alcune immagini risulta inopportuna scrivere una comunicazione a info@mb-textileprints.com e saranno immediatamente rimosse.

All Right Reserved M B Textile Prints and Colours.
All Right Reserved 2020\2021 M B Textile Prints and Colours.

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Fonte Pinterest.

Pallini, in francese si dice “Pois”.

Si usa questo nome solo in Italia e Francia, in tutto il resto del mondo si chiamano Polka Dots, dai costumi della danza cecoslovacca.


In modo semplice si tratta di pallini stampati su tessuto, ma la varietà è talmente ampia da diventare una vera categoria, una specie di argomento con significati differenti.


Ottimismo, senso dello humour, una certa leggerezza e spensieratezza; oppure una dimensione “per bene”, borghese, retro, fino a interpretazioni che sfiorano la banalità.


Fu con Lord Beau Brummel, famoso per i pantaloni lunghi, il blu e per cambiarsi camicia ogni giorno, che il Pois venne usato per la prima volta con discreto successo, e probabilmente, la prima volta da un uomo.


A parte la gonnellina di Minnie, il periodo dopo la seconda guerra mondiale , e il fatto che si può stampare un tessuto usando un solo colore, quindi un certo risparmio nelle tecniche di stampa, il pois ha la sua vera affermazione negli anni ‘50.


Una certa prosperità, e l’dea di felicità e spensieratezza favorisce l’uso di tessuti decorati con polka dots. Le giocose gonne a ruota nei college Usa. Le bluse avorio con piccoli pois, fiocco e spilla a barboncino. Il tubino di Marylin nel film del ‘55 “Quando la moglie è in vacanza”. Portandoci più avanti: i pois di Audrey Hepburn, i pantaloni a sigaretta di Brigitte Bardot, il vestito a balze di Jane Birkin, e svariate versioni di Twiggy.


Fonte Pinterest. Marylin, Frank Sinatra.


Fonte Pinterest. Audrey Hepburn, Twiggy.

Fonte Il Messaggero.it Brigitte Bardot.

Gli anni ottanta insieme a ottimismo e una nuova crescita economica portano novità. Le nuove icone sono modelle. Se Kate Moss non ama i pois, di lei si trovano pochissime immagini con questa fantasia, ci pensa Linda Evangelista, Christy Turlington e Naomi Campbell con muta di cani dalmata abbinata. Anche Madonna ha una discreta parte in questa storia e se Sarah Jessica Parker li ama moltissimo noi ne salviamo solo un outfit, ampia gonna rossa a pois neri.


Fonte Vogue Pinterest. Claudia Schiffer. Cindy Crawford. Christy Turlington. Linda Evangelista.

Fonte Pinterest. linda Evangelista. Christy Turlington.

Fonte Vogue Magazine. Naomi Campbell. Fonte Cosmopolitan.com Sarah Jessica Parker.

Fonte British Vogue. Madonna.

In epoca recente posso citare solo quello che amo di più, a partire dalla citazione di

Marc Jacobs:”There is hever a wrong time for a polka dots!”.

Una delle sue collezioni più rappresentative per i pois Fall Winter 2016.

Poi Comme de Garçons che fa dei pois una proprietà privata, con estensioni nella linea Play e colab con Converse. E Prada, con pois fatti di specchi, collezione Spring 1999, praticamente un altra epoca, andate a cercarla ne vale la pena.


Illustrazioni polka dots. Monica Bonzano Illustrator.
Comme di Garçons Play. Illustrazioni Monica Bonzano.

Illustrazione Come de Garcons.
Comme de Garçons Spring 2020.

Fonte Pinterest. Elle. Immagine a destra e in basso al centro Marc Jacobs. Glamour Magazine Uk. Vogue Runway.
Illustrazione Monica Bonzano.
Dries van Noten Summer 2020.

In arte Yayoi Kusama, che da tutta la vita disegna e segna con pois ogni cosa come una specie di gesto terapeutico.

È Damien Hirst, invece, ne ha fatto “un modo per immortalare la gioia del colore”, così dice, ma non bisogna chiamarli pois o pallini, si dice: spot painting!


Damien Hirst. Fonte Gagosian Gallery. Yayoi Kusama. Fonte Kusama Museum.

Inserisco delle references di street style che trovo interessanti e una curiosità, il più grande pois che ho trovato è nella collezione di Dries Van Noten , uno solo, verde su campo nero!

Dries van Noten Spring 2021. Illustrazione Monica Bonzano.

Fonti Atlantic-Pacific. Vogue Italia.

Prada Spring 2021. Illustrazione Monica Bonzano. Illustrazioni da fashion show.
Prada Spring 2021. Illustrazione Monica Bonzano.


Fonti Trendencias. Zimbio. Hypebeast. George Clooney by Kusama. Alexia Chung. Victoria Beckham.

In definitiva la sensazione che da una stampa polka dots senza l’aiuto di spunti stimolanti è quella di una discreta noia, fortunatamente con le migliori intenzioni, una particolare fissazione e una creatività viva si possono ancora ottenere risultati interessanti, almeno provarci! Buon pois a tutti!




*Le immagini utilizzate nell'articolo hanno scopo descrittivo, non sono utilizzate per fini commerciali ma per divulgazione di una estetica eccellente rispettosa di chi ne detiene la proprietà intellettuale. Se in qualche modo la presenza di alcune immagini risulta inopportuna scrivere una comunicazione a info@mb-textileprints.com e saranno immediatamente rimosse.


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